L’UTILIZZO E LA CONTABILIZZAZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI

Febbraio 2021

Nella presente procedura si evidenziano le modalità di utilizzo e contabilizzazione del credito d’imposta riconosciuto per l’acquisto dei beni strumentali.
Va rammentato che detto credito d’imposta è stato introdotto lo scorso anno dalla L. 160/2019 ed è stato riproposto dalla L.178/2020 con riferimento agli investimenti effettuati a decorrere dallo scorso 16 novembre 2020; oltre all’allungamento della finestra temporale, sono state aumentate le misure del bonus e sono state introdotte nuove fattispecie.
Si riportano alcune tabelle riepilogative delle tipologie di investimenti agevolati e dei relativi benefici riconosciuti [ossia la misura del credito d’imposta, rapportato all’investimento effettuato].
Si rammenta, peraltro, che recentemente sono stati approvati i codici tributo da utilizzare per spendere in compensazione nel modello F24 detto credito.
Le misure del credito
Con riferimento ai beni “ordinari” [ossia gli investimenti che non hanno i requisiti tecnologici e di interconnessione che possono farli rientrare nel novero di “industria 4.0”] il bonus è stato incrementato per il solo 2021 al 10%, mentre dal 2022 tornerà al 6% [su queste misure però sono attesi possibili interventi che potranno diminuire il bonus, forse anche retroattivamente].
Dal 16 novembre 20 sono agevolabili anche gli acquisti di software “ordinari”.
Le misure ordinarie
Da 01.01.2020 a 31.12.2020 [30.06.2021 con «prenotazione»]

 6% max: 2 milioni di euro
Da 16.11.2020 a 31.12.2021 [30.06.2022 con «prenotazione»] comma 1055
10% – 15% [smart working] max:
2 milioni di euro [materiali]
1 milione di euro [immateriali]

Da 01.01.2022 a 31.12.2022 [30.06.2023 con «prenotazione»] comma 1055
6% max:
2 milioni di euro [materiali]
1 milione di euro [immateriali]
Si tenga conto che nel verificare il momento in cui l’investimento è stato realizzato occorre consi-derare una “proroga” di 6 mesi, nel caso in cui al 31.12 dell’anno precedente sia stato effettuato l’ordine del bene e sia stato pagato un acconto di almeno il 20%.
Con riferimento ai beni tecnologici 4.0 il bonus è decisamente più elevato e dipende dal momento in cui è stata fatto l’investimento e dall’importo di questo [occorre verificare lo scaglione dimensio-nale]. Si evidenzia che oltre ai beni materiali [di cui all’allegato A della L. 232/2016] sono agevola-bili anche alcuni beni immateriali [di cui all’allegato B della L. 232/16, quali software, sistemi e sy-stem integration, piattaforme e applicazioni].
Le misure “maggiorate” Materiali

Da 01.01.2020 a 31.12.2020 [30.06.2021 con «prenotazione»]
≤ 2,5 milioni di euro – 40%
> 2,5 milioni di euro – 20%
≤ 10 milioni di euro

> 10 milioni di euro —
≤ 20 milioni di euro

Da 16.11.2020 a 31.12.2021 [30.06.2022 con «prenotazione»] comma 1056
≤ 2,5 milioni di euro – 50%
> 2,5 milioni di euro – 30%
≤ 10 milioni di euro

> 10 milioni di euro – 10%
≤ 20 milioni di euro

Da 01.01.2022 a 31.12.2022 [30.06.2023 con «prenotazione»] comma 1057
≤ 2,5 milioni di euro – 40%

> 2,5 milioni di euro – 20%
≤ 10 milioni di euro

> 10 milioni di euro – 10%
≤ 20 milioni di euro

Immateriali Da 01.01.2020 a 31.12.2020 [30.06.2021 con «prenotazione»]
≤ 700.000 euro – 15%
Da 16.11.2020 a 31.12.2022 [30.06.2023 con «prenotazione»] comma 1058
≤ 1 milione di euro – 20%
Tali crediti d’imposta sono utilizzabili secondo diversi presupposti:
• il credito previsto dalla L. 160/2019 era utilizzabile nell’anno successivo all’entrata in funzione del bene; pertanto gli investimenti effettuati nel 2020 in applicazione di tale disposizione danno diritto ad un credito d’imposta utilizzabile già dallo scorso 1.1 [in realtà serviva l’approvazione dei codici tributo necessari, che sono stati recentemente introdotti dalla risoluzione n. 3/E/2021];
• il nuovo credito introdotto dalla L. 178/2020, al contrario, può essere già utilizzato a partire dal momento in cui avviene l’entrata in funzione del bene [per i beni ordinari] ovvero l’interconnessione [per i beni 4.0], senza attendere il successivo periodo d’imposta.
Cambia anche la modalità di fruizione del credito:
• il credito previsto dalla L. 160/2019 era utilizzabile su di un arco di 5 anni [3 per gli immateriali 4.0], in quote costanti;
• il nuovo credito introdotto dalla L. 178/2020, al contrario, può essere già utilizzato in un periodo molto più breve, ossia 3 anni. Per i beni ordinari, se il contribuente ha ricavi inferiori ai 5 milioni di euro, è possibile l’utilizzo in unica soluzione.
I tempi di utilizzo
Da 01.01.2020 a 31.12.2020 Da 16.11.2020 a 31.12.2021 Da 01.01.2022 a 31.12.2022
I codici tributo
Con la risoluzione n. 3/E del 13 gennaio 2021 sono stati approvati i codici tributo da utilizzare per la compensazione nel modello F24 di detti crediti d’imposta; tali compensazioni dovranno avvenire esclusivamente utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate [quindi queste deleghe F24 non possono essere presentate tramite i canali home banking].
Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di entrata in funzione ovvero di interconnes-sione dei beni, nel formato “AAAA”.
Per il credito d’imposta previsto dalla L. 160/2019 i codici tributo sono i seguenti:
• beni ordinari: “6932” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi [di-versi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016] – art. 1, comma 188, legge n. 160/2019”;
• beni materiali 4.0: “6933” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 189, legge n. 160/2019”;”
• beni immateriali 4.0: 6934” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 190, legge n. 160/2019”.
Analogamente, sono stati introdotti anche i codici tributo utilizzati per il nuovo credito d’imposta introdotto dalla L. 178/2020:
• beni ordinari materiali e immateriali: “6935” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi [diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016] – art. 1, commi 1054 e 1055, legge n. 178/2020”;
• beni materiali 4.0: “6936” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, commi 1056 e 1057, legge n. 178/2020”;
• beni immateriali 4.0: “6937” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuo-vi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 1058, legge n. 178/2020”.

La contabilizzazione
Il credito d’imposta riconosciuto per gli investimenti è da considerarsi un contributo in conto impian-ti, e consiste in una erogazione da un soggetto pubblico a favore del contribuente per incentivarlo a effettuare investimenti. I contributi in conto impianti sono riferiti e commisurati al costo dei cespiti e come tali partecipano direttamente o indirettamente alla formazione del risultato dell’esercizio secondo il criterio della competenza. Secondo il principio contabile Oic 16, i contributi in conto im-pianti sono rilevati nel momento in cui esiste una ragionevole certezza che le condizioni previste per il riconoscimento del contributo sono soddisfatte e che i contributi saranno erogati. Si iscrivono infatti in bilancio quando si tratta di contribuiti acquisiti sostanzialmente in via definitiva. Con riferi-mento al credito d’imposta in commento la ragionevole certezza del beneficio si ottiene con l’entrata in funzione [per i beni ordinari] ovvero con l’interconnessione [per i beni 4.0]; al rispetto dei requisiti il diritto a fruire del credito d’imposta avviene automaticamente. Sotto il profilo contabile, il principio contabili indica 2 modalità. I contributi in conto impianti commisurati al costo delle immobi-lizzazioni materiali sono rilevati a Conto economico con un criterio sistematico, gradualmente lun-go la vita utile dei cespiti. Ciò può essere applicato con 2 metodi:
a) con il primo metodo [metodo indiretto] i contributi sono portati indirettamente a riduzione del costo in quanto imputati al Conto economico nella voce A5 “altri ricavi e proventi”, e quindi rinviati per competenza agli esercizi successivi attraverso l’iscrizione di “risconti passivi”; di conseguenza, sono imputati al Conto economico, da un lato, gli ammortamenti calcolati sul costo lordo delle immobilizzazioni materiali, dall’altro, gli altri ricavi e proventi per la quota di contributo di competenza dell’esercizio. L’iscrizione del contributo in apposita voce tra i risconti passivi, da ridursi ogni periodo con accredito al Conto economico, lascia inalterato il costo dell’immobilizzazione, ma produce gli stessi effetti sull’utile dell’esercizio e sul patrimonio netto della contabilizzazione del contributo come riduzione del costo.
Esempio:
“A gennaio 2021 Beta srl [ricavi pari ad euro 2 milioni] ha acquisto un bene strumentale al prezzo di euro 10.000, immediatamente entrato in funzione; il credito d’imposta [10%] è pertanto pari ad euro 1.000 ed immediatamente utilizzabile. Aliquota di ammortamento del 20%.”
Di seguito la contabilizzazione con metodo indiretto.
Immobilizzazione – a – Fornitore – 10.000
Credito d’imposta investimenti -a – Contributo conto impianti [A5 c/e] – 1.000
Ammortamento – a – Fondo ammortamento – 2.000
Poiché l’ammortamento del bene avviene sull’arco di 5 anni, anche il provento legato al contributo deve essere ripartito sul medesimo arco temporale; il primo anno andrà quindi riscontato una quota pari a 4/5 del contributo.
Contributo conto impianti [A5 c/e] – a – Risconti passivi – 800
Da notare che tale risconto del provento nulla ha a che fare con l’utilizzo del credito, che invece è legato alle indicazioni previste dalla norma.
In particolare, gli investimenti effettuati ai sensi della L. 178/2020 da soggetti con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro danno un credito d’imposta utilizzabile in unica soluzione.
b) con il secondo metodo [metodo diretto] i contributi sono portati a riduzione del costo delle immobilizzazioni materiali cui si riferiscono. Di conseguenza, sono imputati al Conto economico solo gli ammortamenti determinati sul valore dell’immobilizzazione materiale al netto dei contributi.
Immobilizzazione – a – Fornitore -10.000
Credito d’imposta investimenti – a -Immobilizzazione -1.000
Ammortamento – a-  Fondo ammortamento – 1.800
Come detto, la fruizione del credito non varia ed è indipendente dalla modalità di contabilizzazione prescelta.
FONTI: AG. ENTRATE, MEF, GAR. PRIVACY, MIN TRASPORTI, EUROCONFERENCE, SEAC, ANDI, DIGITAL 360

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